Snapchat: collocare le azioni senza il diritto di voto

Giulia Perego
da Giulia Perego febbraio 8, 2017 11:18

Snapchat: collocare le azioni senza il diritto di voto

È prassi che quando un big della tecnologia sbarchi a Wall Street porti con sé delle novità sulle condizioni e sui modi di quotazione. Guardando allo storico, si può notare che nel 2004 Google inventò la vendita di azioni dirette escludendo il consorzio delle banche e dando il via a un vero e proprio sistema di asta dei titoli in fase di collocamento. Nel 2012 toccò a Facebook, che mise in atto nientemeno che l’imposizione di due categorie di azioni con diverse caratteristiche di voto, una chiara manovra per permettere al CEO Founder Zuckerberg di tenere saldo il potere nelle sue mani.

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E oggi tocca a Snapchat, società del fantasmino, che sta già facendo discutere gli investitori perché ha comunicato di voler collocare le sue azioni senza il diritto di voto. Una situazione tale non si era mai verificata, perché si traduce in una situazione in cui il titolo non dà diritto a nulla, se non al dividendo che l’azienda, in questo specifico caso, non paga perché si tratta di un chiaro esempio di new economy. Gli analisti hanno paragonato la scelta di Snapchat a quella di vendere del merchandising aziendale, degli stemmi che gli azionisti possono scambiarsi fra di loro e nulla più.

Stando quanto riportato dal Financial Times, gli investitori americani hanno chiesto a Snapchat di escludere questa possibilità, in primis perché si tratterebbe di un’azione senza precedenti che potrebbe dare il via a un corso poco felice, in secondo luogo per le bizzarre condizioni che accompagnano il diritto di voto. Secondo quanto comunicato dalla governance del titolo, i cofondatori quindi l’amministratore delegato Evan Spiegel e il direttore della sezione tecnologica Bobby Murphy resterebbero padroni dell’azienda anche se decidessero di dimettersi e il potere di voto dei fondatori potrebbe diluirsi solo se essi decidessero d vendere una quota alquanto sostanziale di azioni, oppure nove mesi a seguito della loro morte.

Giulia Perego
da Giulia Perego febbraio 8, 2017 11:18
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