Tod’s e Ferragamo: ecco l’effetto patent box

Valeria
da Valeria marzo 23, 2017 09:13

Tod’s e Ferragamo: ecco l’effetto patent box

Il patent box fa risparmiare le aziende della moda italiana, in particolare il gruppo Ferragamo e il gruppo Tod’s. Si tratta di un accordo siglato con l’Agenzia delle Entrate che interessa il metodo di calcolo di alcune imposte e che, a conti fatti, ha dato una bella mano a queste due aziende, simbolo dell’eccellenza nel made in Italy.

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Nel dettaglio, Tod’s ha visto calare i risultati relativi agli utili dai 92.7 milioni del 2015 a 86.3 milioni nel corso del 2016, con una diminuzione molto pronunciata dell’Ebit, che è passato da148,5 a 128,3 milioni. Ebbene, il patent box ha permesso all’impresa di risparmiare ben 7 milioni di tasse seguendo la nuova forma di calcolo. Un risultato analogo si è verificato a casa Ferragamo, azienda che nel corso del 2016 ha registrato un utile di 202 milioni di euro, salito del 2% rispetto al 2015. Il patent box ha permesso alla casa di moda di risparmiare, in questo caso, ben 32 milioni di euro in tasse.

Secondo gli esperti il 2016 non è stato un anno felice per il mondo della moda e i dati lo stanno pienamente dimostrando. Basti pensare al languido aumento di fatturato di Ferragamo e alla diminuzione dei risultati conseguiti da Tod’s. Nel quarto e conclusivo mese dell’anno il giro di affari è però migliorato, perché Tod’s ha assestato la perdita al -1.5% rispetto all’anno precedente, mentre Ferragamo ha segnato un +4% in termini di fatturato.

Ecco nascere una comparazione che tiene conto delle vendite nell’area dell’Asia e del Pacifico, dove Ferragamo vanta il primo mercato per i ricavi. Anche se l’azienda è fortemente europea, è proprio il Vecchio Continente l’anello debole della catena, anche se l’aumento registrato nel quarto e conclusivo trimestre del 2016 ha dimostrato un leggero aumento del fatturato.

Se la passa meno bene Tod’s, che sta però incrementando il fatturato legato al suo marchio Roger Vivier, salito a quota +5.6% nel corso del 2016. I conti del gruppo non sono in ogni caso spettacolari, perché la posizione finanziaria dichiarata al 31 dicembre del 2016 ha segnato quota -35.4 milioni di euro.

In entrambi i casi, le aziende sono considerate delle vere e proprie eccellenze del made in Italy e lo scopo del patent box è proprio quello di premiare l’ingegno, di non tassare fortemente quelle che sono le opere di pregio e di rilievo, tecnologico e non che nascono in Italia. Sicuramente l’applicazione della legge ha dato buoni frutti e ha permesso ai gruppi di risparmiare.

Le prospettive di tassazione possono quindi non pesare su bilanci che si propongono molto labili e dove il segno più viene conquistato con i denti. Del resto, la moda made in Italy dà vita a un giro di affari incredibilmente forte nei paesi asiatici e negli Stati Uniti, ma si dimostra ancora latente in Europa, rivelando che anche le boutique italiane ed europee vengono alimentate nella maggior parte dei casi dagli acquisti dei clienti che arrivano dal continente asiatico.

Valeria
da Valeria marzo 23, 2017 09:13
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