Il Dollaro Crolla nel Forex, perché?

Edoardo Reale
da Edoardo Reale ottobre 15, 2015 13:59

Il Dollaro Crolla nel Forex, perché?

Il Greenback crolla, ma quali sono stati i principali motivi a scatenare questo sellout? Scoprilo con noi attraverso questa lettura da WE, tutti i mercati minuto per minuto solo e soltanto con noi!

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Intanto ecco le chiusure della settimana sulle coppie major:

EUR/USD 1.1359 0.0080 0.71%
USD/JPY 120.2600 0.3500 0.29%
GBP/USD 1.5327 -0.0021 -0.13%
EUR/GBP 0.7414 0.0066 0.90%
EUR/JPY 136.5500 1.3050 0.96%
AUD/USD 0.7334 0.0081 1.12%

Valute, materie prime e titoli azionari hanno avuto un andamento più che positivo la scorsa settimana, guidato dal debole dollaro statunitense e dalla domanda di investimenti più rischiosi. La scorsa settimana secondo l’indice del dollaro, il biglietto verde è sceso ben dell’1,13%.

Il catalizzatore che c’è stato dietro il più debole Dollaro Americano é stata la possibilità di un aumento del tasso della Fed già da dicembre. Poco dopo il rilascio del rapporto del Non-Farm Payrolls più debole del previsto lo scorso venerdì 2 Ottobre, i commercianti stavano già valutando un aumento del tasso da marzo 2016.

La notizia ribassista ha costretto quelli che erano short a rivalutare le loro posizioni attuali e adeguare i propri impegni e tempi di ben sei mesi. Ciò ha innescato una massiccia vendita, che ha colpito tutte le asset class.

Adesso che i tassi dovrebbero continuare a rimanere sui minimi storici fino alla fine del primo trimestre del 2016, il dollaro è ovviamente un investimento molto meno appetibile.

A guidare anche il dollaro più verso il basso sono stati i verbali Fed dalla sua ultima riunione del 17 settembre. I verbali hanno indicato che i policymakers della Fed esitano ad aumentare i tassi a causa delle preoccupazioni che il rallentamento globale potrebbe influenzare l’economia degli Stati Uniti.

L’euro ha beneficiato della debolezza del dollaro, ma i guadagni potrebbero essere stati limitati a causa della minaccia di una proroga o ampliamento dell’attuale politica monetaria accomodante. Il 9 ottobre, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha affermato che la banca centrale è pronta ad adeguare il suo programma di acquisto di asset su larga scala noto come quantitative easing, se necessario.

Inoltre la scorsa settimana, la Banca d’Inghilterra ha mantenuto il suo tasso di interesse di riferimento costante, evidenziando segnali di rallentamento sia in patria che all’estero. I verbali della BoE hanno anche annunciato che i membri del comitato di politica monetaria sono preoccupati per la bassa inflazione. Alcuni funzionari dicono che la BoE è sulla buona strada per un eventuale primo trimestre 2016 in cui verranno innalzati i assi, ma la price action suggerisce che non potrà aver luogo fino alla fine del 2016 o all’inizio del 2017.

Edoardo Reale
da Edoardo Reale ottobre 15, 2015 13:59
Sono laureato in Economia e seguo i mercati dal lontano 2001. Sono un trader professionista dal 2005 circa. Mi occupo di mercati azionari e di analisi valute.
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