Rischio Brexit in rialzo: ultimi sondaggi e intervento di Cameron

Edoardo Reale
da Edoardo Reale giugno 6, 2016 20:59

Rischio Brexit in rialzo: ultimi sondaggi e intervento di Cameron

Il referendum sulla Brexit, previsto per il prossimo 23 giugno, continua ad influenzare l’economia della Gran Bretagna. I sondaggi si susseguono sempre più freneticamente, mostrando un alternarsi di posizioni vincenti assegnate ora ai favorevoli ora ai contrari all’uscita del Paese dalla UE.
Diversi nuovi sondaggi hanno ribaltato i risultati che solo pochi giorni fa vedevano in vantaggio i favorevoli alla permanenza. Gli avvisi degli analisti che avevano previsto questa inversione si sono puntualmente concretizzati.

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YouGov, nel sondaggio realizzato per il network ITV, ha classificato al 45% il fronte favorevole all’uscita dall’Europa, mentre sono scesi al 41% coloro pronti a votare per la permanenza (con l’11 per cento di indecisi).

Nel frattempo, un sondaggio online realizzato da ICM Research, ha posizionato i sostenitori per l’uscita al 48%, mentre quelli per la permanenza al 43%.

I risultati di un sondaggio TNS pubblicati oggi hanno visto lo schieramento dei favorevoli al Brexit avanti con il 43% mentre si sono posizionati al 41% i favorevoli alla permanenza. Da segnalare che i dati sono stati raccolti a metà del mese scorso.

Infine, un sondaggio condotto ieri da Opinium per Observer ha confermato al 43% i favorevoli all’uscita ed al 40% i pro per la permanenza.

La volatilità dei mercati annunciata da molti analisti si è materializzata oggi attraverso il calo della sterlina che ha perso su tutte le principali valute toccando il minimo da tre settimane: contro il dollaro americano a 1,435 ha perso più dell’1% mentre l’euro ha chiuso sopra 1,13 dollari nella seduta di venerdi scorso.

Il Primo Ministro Cameron, che ha vissuto momenti molto concitati nelle ultime settimane mentre cercava di spiegare come il Regno Unito potrebbe affrontare l’immigrazione all’interno dell’UE, ha dichiarato oggi che la Brexit avrebbe un’effetto shock immediato’ aggiungendo ‘Quasi tutti ormai sono d’accordo – dal Governatore della Banca d’Inghilterra al FMI, dall’OECD al Tesoro, 9 economisti su 10 – sul fatto che lasciando l’Europa equivarrebbe a dare il via ad uno shock economico.’ Ha poi chiarito il significato delle sue affermazioni aggiungendo ‘Cerchiamo di essere chiari che cosa significa in pratica quanto ho detto: caduta della sterlina; aumento dei prezzi; crollo dei prezzi delle case; aumento dei tassi dei mutui; crisi delle imprese e crescita della disoccupazione. In altre parole: una recessione!’.

Alcuni commentatori hanno evidenziato la parte più controversa del suo discorso, in cui il Primo Ministro ha detto: ‘Pensate all’impatto che colpirebbe l’economia in modo più ampio, questo potrebbe significare: un minor numero di imprese, meno posti di lavoro, un’economia più piccola e meno soldi per le nostre scuole e gli ospedali. Mettete tutte queste problematiche insieme – l’impatto shock, l’impatto sull’incertezza, l’impatto sul commercio – e sarà come mettere una bomba sotto la nostra economia. E la cosa peggiore è che avremmo acceso la miccia noi stessi. Ecco, questa è la scelta che saremo chiamati a fare tra 17 giorni: una visione globale positiva per la nostra economia – da cui dipendono le vostre aspettative – o un piano fatto di pagine vuote che mette tutto in pericolo. Un’economia costruita su un terreno solido o su una dolina fatiscente. Far muovere la nostra economia in avanti o impostarla per andare all’indietro, con un lancio di dadi – rischiando tutto il nostro futuro.’

Edoardo Reale
da Edoardo Reale giugno 6, 2016 20:59
Sono laureato in Economia e seguo i mercati dal lontano 2001. Sono un trader professionista dal 2005 circa. Mi occupo di mercati azionari e di analisi valute.
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