Dbrs taglia il rating italiano

Giulia Perego
da Giulia Perego gennaio 19, 2017 08:16 Updated

Dbrs taglia il rating italiano

È una notizia economica che fa discutere e riflettere quella che interessa il taglio del rating del debito italiano a BBB stabile da parte dell’agenzia canadese Dbrs, scelta che si allinea anche alle altre agenzie di rating che avevano già tolto il valore A allo stato. Si tratta di un giudizio che, sulla carta, riflette il clima di incertezza politica che rende più complesso lo sviluppo delle riforme e che amplifica le difficoltà in essere nel settore bancario.

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L’agenzia Dbrs ha sede a Toronto, in Canada e vanta uffici dislocati a Chicago, Londra e New York e anche se non può essere comparata alle grandi agenzie di rating come Moody’s, Fitch e Standard&Poor’s è un’agenzia che dimostra di avere un certo peso sugli investitori. Il suo giudizio toglie quindi l’ultima A di cui lo stato italiano poteva vantarsi e gli analisti hanno giustificato questa scelta con una combinazione di fattori dove spicca l’incertezza politica nello sostenere gli sforzi strutturali e la debolezza del sistema bancario che non accenna a diminuire, in parallelo a una crescita che si rivela fragile.

Cosa può accadere alle banche italiane? La perdita dello stato A può tradursi in una difficoltà a depositare i titoli di garanzia presso le banche centrali al fine di ottenere accesso alla liquidità. Secondo gli esperti, le banche potranno richiedere circa 30 miliardi di finanziamenti in meno, basi che a loro volta avrebbero potuto impiegare per finanziare le aziende del paese. Non si tratta, in ogni caso, di una novità, perché la discesa del rating era già stata sancita dai tre colossi Standard&Poors, Fitch e Moody’s, che avevano attribuito all’Italia una classificazione BBB-, BBA2 e BBB+. Dbrs ha quindi commentato la sua decisione con una nota, dove ha spiegato che l’esito del referendum e le successive dimissioni di Renzi hanno indotto instabilità politica nel paese, mentre al contempo i piani di sostegno per le difficoltà delle banche stentano a decollare, compromettendo il ruolo degli istituti di credito come figure in grado di risollevare le sorti del paese.

Giulia Perego
da Giulia Perego gennaio 19, 2017 08:16 Updated
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