Le decisioni della BCE sulle banche italiane

Valeria
da Valeria marzo 29, 2017 23:05

Le decisioni della BCE sulle banche italiane

Di grande interesse sono le dichiarazioni di Daniele Nouy, la presidente del consiglio di vigilanza della Banca Centrale Europea, che ha parlato della situazione delle banche italiane soffermandosi sul Monte dei Paschi di Siena e sulla possibilità di fusione fra le due banche venete, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

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La Nouy ha chiarito per bene cosa pensa la BCE in merito, affermando che la dichiarazione di solvibilità di Mps è stata fatta, nonché che le ricapitalizzazioni possono essere attuate solo se le banche sono solvibili. Questo è quanto stato dichiarato nel corso della conferenza stampa per il rapporto annuale sulle attività di vigilanza. La banca senese è quindi stata ritenuta solvibile e il suo salvataggio sta proseguendo in modo costruttivo. Per quanto riguarda la ricapitalizzazione precauzionale non sono state fissate delle scadenze e, secondo quanto dichiarato anche dalla commissaria all’Antitrust, Margareth Vestager, si tratta di un fatto positivo.

Per quanto riguarda le banche venete che stanno aspettando il salvataggio, quindi Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, ora tocca alla Commissione Europea prendere la decisione finale. Gli istituti hanno richiesto una ricapitalizzazione precauzionale e il piano prevede una fusione. Le porte sono quindi aperte e le prospettive di salvataggio a intervento privato più possibili che mai, alla luce di una prospettiva economica che chiede alle banche di diventare più grandi, più forte e più compatte per affrontare le incertezze e le volatilità del mercato.

Quali le condizioni del sistema bancario nel suo complesso?

Al centro di tutto vi sono ancora una volta i non performing loans, ovvero i crediti deteriorati che saranno una priorità da affrontare ancora per un bel po’ di tempo. I dati parlano chiaro, perché questa tipologia di crediti ha raggiunto quota 921 miliardi di euro, mostrando una diminuzione di 54 miliardi al terzo trimestre del 2016. L’incidenza si è quindi ridotta dal 7.3% al 6.5% e la Nouy si è soffermata nell’analisi della situazione complessiva, affermando che non solo le banche e gli istituti di credito sono gli attori coinvolti nella risoluzione di questa tipologia di crediti.

Ad entrare in gioco sono infatti anche i governi di certi stati che ne ostacolano la riduzione, per ragioni legate alla legislatura e alla giustizia. A seguire il tema della redditività, perché molte banche non riescono a coprire i costi e non guadagnano, non sono a conti fatti aziende che funzionano bene. Sotto questa prospettiva la Bce si impegna quindi a fornire dei modelli di business positivi e suo il compito è di verificare se tali modelli siano sostenibili e funzionali, operando un controllo continuo ed efficiente.

Ecco che la redditività si lega ad altre sfide quali la capacità di fare fronte all’incertezza politica e alla debole crescita generale, nonché al contesto dei tassi di interesse. Secondo la Nouy, le banche devono dimenticare i vecchi modelli e cooperare, fondersi e diventare più forti, per superare la grave condizione di crisi e post crisi secondo il detto ‘l’unione fa la forza’, anche in un sistema frammentato e ricco di concorrenza come quello bancario.

Valeria
da Valeria marzo 29, 2017 23:05
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