Secondo gli analisti lo Yuan potrebbe ancora cadere

La corsa per il deprezzamento dello yuan cinese si è ora fermata, dopo tre giorni consecutivi di svalutazioni nei confronti del dollaro la settimana scorsa.

La Cina ha rafforzato lo yuan marginalmente nei confronti del dollaro luned’ scorso, ma il consenso è ancora che siamo probabilmente pronti a vedere molta più debolezza in futuro.

Investire long in USD/CNY

Sia Credit Suisse che Morgan Stanley ritengono che la coppia forex USD / CNY è destinata ad aumentare a 6,60, il che implica un yuan ulteriormente debole, anche se non sono previsti grandissimi cali all’orizzonte.

Lo Yuan è ancora sopravvalutato

In una nota pubblicato Venerdì scorso, gli analisti di Barclays hanno aumentato le loro previsioni per la coppia USD / CNY, portando la previsione a 6,35-6,80.

Barclays crede lo yuan è attualmente sopravvalutato del 18% in base al loro modello che valuta il potere d’acquisto, la sua valutazione storica e le variazioni dei fondamentali come la produttività relativa del lavoro, le ragioni di scambio, le dimensioni del governo relative come frazione del PIL, e la rete estera dei beni.

Ancora indebolimento per lo Yuan

Mentre Barclays ritiene che il suo modello esagera la sopravvalutazione, è ancora ragionevole aspettarsi che la valuta si possa indebolire di un ulteriore 7% prima della fine dell’anno, con i rischi per adesso che sono maggiormente verso il rialzo.

Turbolenze negative in arrivo dalla Cina

Mentre una rapida svalutazione del 10%, nei confronti del dollaro avrà un impatto positivo per quanto concerne il PIL e l’inflazione dei prezzi al consumo cinese – la banca ritiene che sarebbe opportuno aggiungere 0.2ppts [punti percentuali] al PIL e 0.5ppts di CPI nel 2016 – la Cina ha il potenziale per creare turbolenze negative per la crescita e l’inflazione in altri paesi, in particolare in Giappone e nell’eurozona.

La previsione di Barclays

Barclays prevede che una deprezzamento del 10% di yuan possa limare di 0.25 punti percentuali e 0.19 punti percentuali (in meno) il PIL giapponese e CPI nel 2016. Per l’area dell’euro, gli effetti sarebbero ancora più gravi a loro avviso, in quanto potrebbero rosicchiare addirittura 0.31ppts dal PIL e 0.3ppts dal CPI. Ricordiamo ovviamente che il CPI sarebbe l’indice dei prezzi al consumo: “Come tutti gli indici dei prezzi, una misura statistica formata dalla media dei prezzi ponderati per mezzo di uno specifico paniere di beni e servizi. Tale paniere ha come riferimento le abitudini di acquisto di un consumatore medio.”

EUR o YEN deboli in futuro


Dato che il Giappone e la zona euro sono entrambi in fase emergente da un lungo periodo di debolezza economica, dovrebbe essere corretta la visione di Barclays sulla loro previsione, in quanto implica che sia il Giappone e la zona euro potrebbe guardare per bloccati questi venti contrari che potrebbero portare in territorio negativo i paesi, attraverso l’introduzione di una politica monetaria che utilizzi un ulteriore allentamento nel tentativo di mantenere le loro rispettive valute, deboli.

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Nato a Roma il 24/01/1978. Nel 2003, mi sono iscritto alla facoltà di Economia dell’Università dove mi sono laureato in Economia e Finanza. Nell’Ottobre 2014 mi sono classificato al 3° posto alla Traders Cup nella competizione sul mercato azionario.

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