Petrolio supera i 46 dollari/barile

Il petrolio greggio ha chiuso il mese di settembre, leggermente al di sopra del prezzo di $ 46 ed inoltre ha guadagnato 91 punti nella sessione di questa mattina per essere scambiato a 46.22, ma rimane comunque in un trading range molto limitato. Il Brent invece ha guadagnato ben 85 centesimi per raggiungere il prezzo di 49.26. Il petrolio greggio USA è finito leggermente al ribasso durante la giornata di mercoledì, dopo una relazione della US Energy Information Administration, la quale ha mostrato un aumento delle scorte di greggio la scorsa settimana, anche se la perdita è stata un po’ limitata, in quanto la produzione nazionale è diminuita a causa della stagione di manutenzione delle raffinerie.

I futures del petrolio greggio sono scesi del 24 per cento circa per il trimestre corrente, e 7 per cento per il mese corrente.

I dati della US Energy Information Administration hanno mostrato inoltre che le scorte di greggio negli Stati Uniti sono salite a 4,0 milioni di barili nella settimana conclusa il 25 settembre, mentre gli analisti si aspettavano un incremento di 0,1 milioni di barili. Le scorte totali di greggio degli Stati Uniti sono quindi in totale 458 milioni di barili.

Il prezzo per il Greggio WTI (West Texas Intermediate), il benchmark degli Stati Uniti, ha lottato per rompere la resistenza a 50 dollari. Nei primi scambi di Mercoledì, il WTI è calato di oltre il 50 per cento in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La situazione per le varie materie prime è questa:

Petrolio Greggio 46.20 46.24 0.97 2.14% 46.28 45.24 09:44:15
Gas Naturale 2.53 2.53 0.00 0.18% 2.54 2.52 09:43:45
Petrolio Brent 49.36 49.43 0.99 2.03% 49.41 48.34 09:43:31
Gas 1.40 1.41 0.04 2.62% 1.41 1.36 09:43:31
Petrolio per Riscaldamento 1.57 1.57 0.03 1.96% 1.57 1.54 09:43:40

Come potete ben vedere, tutte le materie prime energetiche sono in netto rialzo durante questa giornata.

Questi prezzi sono stati a lungo sostenuti da una forte domanda proveniente dalla Cina, che è la seconda economia più grande del mondo e il più grande consumatore mondiale di molte di queste materie prime. L’ultima edizione del FMI del rapporto World Economic Outlook, attribuisce una crescita lenta a un calo dei prezzi delle materie prime, sperimentato negli ultimi tre anni. Il rallentamento, secondo il FMI, si tradurrà in più deboli investimenti sia in questi paesi in via di sviluppo e nelle nazioni che dipendono da investimenti esteri diretti, quindi rischiando le loro prospettive di crescita.

Sarà interessante cercare di investire in questi mercati, in quanto ci potranno essere ampi movimenti, e quindi grandi occasioni. Inutile dire che con i numerosi broker partner presenti nelle nostre pagina, siete ad un passo dalla libertà finanziaria.

SHARE
Sono laureato in Economia e seguo i mercati dal lontano 2001. Sono un trader professionista dal 2005 circa. Mi occupo di mercati azionari e di analisi valute.

LEAVE A REPLY