Trump e l’andamento a V dell’oro

La vittoria di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America ha segnato diversi episodi anomali nel panorama finanziario nazionale e internazionale. Fra i molti, gli analisti hanno notato l’andamento a V dell’oro, materia prima considerata un eccellente bene di rifugio, ovvero un bene sul quale investire in situazioni di instabilità o volatilità di mercato. Cosa significa l’andamento a V?

Nella prima fase di elezione, gli investitori hanno reagito alla situazione sociopolitica degli Stati Uniti attuando la classica correlazione inversa delle azioni rispetto all’oro. In questa fase l’oro è stato infatti venduto e le azioni acquistate. Le ragioni sono molteplici, su tutte è stato considerato il rafforzamento della moneta americana, il dollaro, che si è rafforzato in un baleno a seguito delle promesse di alleggerire il peso fiscale e di attuare in tempi brevi il rimpatrio dei capitali negli Stati Uniti. Questa movimentazione si è quindi messa in moto quando le persone hanno avuto fiducia nei mercati e si sono sentite pronte a rischiare, abbandonando un bene sicuro e di rifugio per acquistare prodotti più remunerativi, ma sicuramente più rischiosi e volatili, come le azioni che vengono quotate in borsa.

Ma dopo poco tempo la correlazione si è ribaltata e, dalla situazione inversa, è diventata diretta. Gli azionisti continuano ad acquistare azioni e questo è confermato dai dati che ogni giorno Wall Street ‘sforna’ aggiornando i suoi massimi storici, ma hanno deciso di acquistare anche l’oro, il cui valore si è apprezzato e stabilizzato al 9.75% rispetto ai minimi raggiunti nel corso del 2016. L’oro ha quindi chiuso in rialzo nelle ultime sette settimane e in molti si chiedono come possa essersi verificata questa situazione così anomala per il mondo della finanza.

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Andamento Oro a V: previsioni

Gli esperti hanno commentato la V con la decisione degli investitori di ricominciare a puntare su un bene di rifugio per l’effetto Trump, ovvero l’entusiasmo iniziale seguito da una serie di notizie alquanto sconfortanti sulle scelte sociali, economiche e politiche della prima ora e anche in seguito allo scenario incerto che l’Europa sta vivendo in questi mesi iniziali dell’anno.

Nel caso in cui le politiche fiscali promesse da Trump si tramutassero in uno scenario di inflazione, l’oro andrebbe sicuramente a svolgere il suo ruolo più classico, ovvero quello di reflazione e di cuscinetto per gli investitori. La stessa regola vale nel Vecchio Continente, alla luce delle prossime elezioni di Francia, Olanda e Germania. Gli investitori attendono i verdetti, perché in caso di elezioni di presidenti anti establishment, l’Europa potrebbe vivere un periodo di forti problematiche politiche, sociali e soprattutto economiche, quindi l’oro andrebbe a svolgere la sua funzione più classica e conosciuta, quella di bene di rifugio che permette agli investitori di non perdere la solidità e la consistenza del loro portafoglio. Questa la situazione che ha indotto alla V citata, un fenomeno che raramente si manifesta, ma che si propone emblematico di quanto il bene prezioso sia lo specchio degli andamenti sociali, economici, fiscali e politici di ogni singolo paese del mondo.

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