La scalata di Fox verso Sky è leggenda

È un affare del valore di oltre 23 miliardi di dollari quello che coinvolge due dei colossi dell’entertainment internazionale, Fox e Sky. L’accordo è attualmente alla fase preliminare, perché la 21st Century Fox sta per acquisire il controllo della società britannica Sky per un valore di 10.75 sterline per singola azione, quasi 22 miliardi di euro al cambio per un’operazione fra le più audaci e dispendiose mai portate avanti dal magnate Murdoch in ambito televisivo.

Secondo le fonti finanziarie di settore, l’accordo sarebbe stato raggiunto finora dai gruppi indipendenti e non c’è ancora la certezza assoluta ce Fox vada ad avanzare un’offerta piena di acquisizione nei confronti di Sky. È importante considerare che il canale televisivo detiene già il 39% dell’emittente televisiva. Con il controllo assoluto di Sky Fox, Murdoch si aggiudicherebbe una piattaforma di distribuzione televisiva via cavo che vanta già National Geographic e Fx e anche un sistema di distribuzione internet.

Murdoch, dal suo canto, non aveva mai fatto mistero di volersi aggiudicare l’asset competo e nel 2010 aveva già tentato di accaparrarsi il ‘malloppo, che al tempo era saltato perché lo squalo era stato implicato in un feroce scandalo di intercettazioni telefoniche, che aveva messo a tacere la scalata. Fino ad oggi, quando i progetti del magnate stanno diventando una realtà tangibile. I presupposti ci sono tutti, dalla svalutazione della sterlina che permette all’operazione di proporsi come meno onerosa fino alla bassa valutazione del canale televisivo Sky, che ammette dubbi sulla sua redditività nel panorama dei canali satellitari.

A questi presupposti si aggiunge il fermento che sta vivendo il comparto televisivo in questi mesi, una realtà dove brilla l’accordo miliardario fra tra At&t e Time Warner che ha sconvolto i piani attuali. L’acquisizione potrebbe quindi disegnare un nuovo asset internazionale dal punto di vista dell’offerta televisiva e l’unico scoglio da superare sembra ora essere quello della regolazione dell’autorità americana, che potrebbe decidere di intervenire per verificare il rischio di distorsione alla concorrenza in materia di distribuzione dei contenuti televisivi.

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