Deutsche Bank: sono 95 i milioni pagati al governo USA

Si è conclusa la vicenda giudiziaria fra la banca tedesca Deutsche Bank e il governo USA, con il pagamento di un’ammenda del valore di 95 milioni di dollari alle autorità. La multa è stata versata per sanare le accuse di frode fiscale che erano state mosse all’istituto di credito teutonico e ad annunciare il pagamento è stato uno dei procuratori dello stato di New York, Preet Bharara, che in una nota ha sottolineato come la giustizia americana abbia fatto il suo corso e fatto ammettere a Deutsche Bank di avere intrapreso iniziative finalizzate ad evitare il pagamento delle imposte.

Deutsche Bank: quotazione in Borsa

Deutsche Bank: la situazione aggiornata

I fatti di interesse risalgono al lontano 2000, quando la banca tedesca era stata parzialmente acquisita dalla holding americana Charter. Il gruppo aveva realizzato, nel corso dell’esercizio commerciale, una notevole plusvalenza sull’operazione, ma la banca tedesca avrebbe dovuto pagare delle imposte corpose se le avesse rivendute. Ecco che l’istituto di credito aveva escogitato una vera e propria truffa, dando vita a delle società fantasma che avevano sottratto al fisco americano un bel po’ di denaro, per cifre che ammontavano a milioni di dollari e che non sono scappate al sistema di controllo giudiziario del paese.

La vicenda ha visto Washington chiedere inizialmente un risarcimento del valore di 190 milioni di dollari per risolvere la situazione e la controversia si è chiusa con il pagamento di 95 milioni i dollari, una cifra importante che dimostra come l’America non abbia certamente chiuso un occhio sul comportamento fiscalmente scorretto della banca europea. La multa segna, inoltre, solo una tappa sulla serie di contenziosi che sta vivendo l’istituto di credito teutonico in terra d’America, sotto accusa per la questione dei mutui subprime. Il governo americano aveva, infatti, chiesto alla banca il pagamento di 14 miliardi di dollari come risarcimento per avere inquinato il suo sistema economico cifra che, alla luce dei fatti, potrebbe seriamente minare la sopravvivenza della banca.

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