Soci in piazza contro la Banca Popolare di Vicenza

Troppo lenta, inspiegabilmente lenta è l’indagine sulla Banca Popolare di Vicenza, quindi gli azionisti si sono mobilitati e hanno protestato in un sit in davanti al tribunale berico, chiedendo alla procura di avanzare una richiesta di sequestro dei capitali e dei beni nei confronti della banca. Lo scopo è il futuro ‘risarcimento’ per le persone che sono state danneggiate dalla condotta disdicevole dell’ex amministrazione, che ha risotto al lastrico tante famiglie e bruciato i risparmi di una vita di molti investitori. Il Presidente del Tribunale vicentino Alberto Rizzo ha quindi ricevuto una delegazione e spiegato che la giustizia sta facendo il possibile per individuare tutte le responsabilità in merito.

Per comprendere la genesi di questa turbolenta vicenda bisogna risalire al 2015, quando venne aperta un’indagine sui movimenti di ricapitalizzazione della banca, avvenuti fra il 2013 e il 2014. I soci erano stati ‘invitati’ ad acquistare azioni della banca e i mutui venivano concessi solo a chi effettuava questi acquisti. Peccato che il titolo passò dal valore di 62.50 euro ad azione a 10 centesimi, lasciando tante persone con un valore nullo del proprio risparmio.

Le irregolarità delle operazioni vennero portate alla luce da un’ispezione della Bce e ora l’indagine sul crac coinvolge l’ex presidente Gianni Zonin e sei ex dirigenti di vertice dell’istituto. Le accuse sono di aggiotaggio e di ostacolo alla vigilanza, ma i truffati si chiedono perché i responsabili siano ancora a piede libero, mentre in casi analoghi come Veneto Banca, i responsabili siano finiti agli arresti domiciliari e sia stato eseguito il sequestro di beni per 1,8 milioni di euro.

La paura dei soci danneggiati è che gli indagati si mettano in una situazione tale da non permettere il risarcimento. Lo stesso Zonin ha, infatti, trasferito negli ultimi mesi partecipazioni e immobili ai figli, beni che non potranno più essere impiegati per risarcire gli azionisti truffati dalla manovra finanziaria dell’ex direttore dell’istituto di credito vicentino.

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