Ubi Banca : chiuse le indagini dalla Procura di Bergamo

Ubi Banca, il quarto istituto di credito in Italia nato dalla fusione fra le banche di Brescia e di Bergamo, ha visto concludersi la vicenda giudiziaria che aveva protagonisti i suoi ex vertici. In totale, la procura di Bergamo ha individuato 39 indagati, che ora rischiano di andare a giudizio dove spiccano le figure di Giovanni Bazoli presidente dell’associazione Ablp, Emilio Zanetti presidente dell’associazione ‘Amici di Ubi’ e Victor Massiah amministratore delegato dell’istituto di credito. Interessante quanto controverso il documento che ha posto la parola fine alle indagini, dove è indicato che Bazoli era atto a decidere le nomine degli organi della banca e delle partecipate. Una sorta di regia occulta dalla parte bresciana, che veniva condivisa con l’operato di Zanetti sul fronte bergamasco.

La regia occulta di basava su un patto che viaggiava fra Brescia e Bergamo, nel dettaglio fra l’associazione Ablp di Bazoli e gli Amici di Ubi Banca di Zanetti, che permetteva di decidere come e perché venivano eseguite le nomine, in barba ai processi di nomina trasparenti e rispettosi delle leggi. La direzione delle assemblee con i voti dei soci erano la punta di un iceberg, basato su un controllo occulto delle nomine, che non sono mai state comunicate all’autorità di vigilanza ne tantomeno alla Consob e alla Banca d’Italia, un patto para sociale di cui nessuno, tranne i diretti interessati, conosceva l’esistenza e la modalità di azione. I vertici del gruppo bancario venivano quindi decisi dai due figuri e non solo, perché la regia occulta si occupava di prendere delicate decisioni anche sul fronte delle questioni aziendali, senza tenere conto il potere legittimato degli organi di governo e dei relativi comitati.

Ad Ubi Banca è quindi contestato l’ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità tecniche di vigilanza e il reato di illecita influenza sull’assemblea, mentre Ubi Leasing è accusata di truffa e di inosservanza delle obbligazioni da parte di esponenti con condizione di conflitto di interessi, reati di elevata gravità e che potrebbero delineare un futuro di rinnovo ai vertici, chiari e occulti dell’istituto di credito.

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