Vodafone punta ai droni

Il nuovo business della società di telefonia Vodafone potrebbe volare nel cielo. Si tratta dei droni, elicotteri robot che fanno gola alle compagnie di comunicazione per il loro potenziale e per lo sviluppo che potrebbero dimostrare nel futuro più prossimo. Non stupisce comprendere che Vodafone abbia incontrato i vertici dell’Agenzia per la Sicurezza Aerea, Easa per discutere della possibilità di adattare il suo network, al fine di adattarlo alla mappatura e alla conseguente identificazione dei droni senza pilota. Il risultato potrebbe tradursi in una mappatura dei dati senza precedenti, in una base di controllo su scala internazionale impegnata nel monitoraggio e nello scambio dei dati prodotti dai piccoli strumenti volanti.

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Vodafone: perché puntare sui droni

I droni stanno diventando una presenza sempre più attiva sui cieli, che mira ad incrementarsi non solo per scopi ludici, ma per applicazioni all’agricoltura al settore dei trasporti a domicilio. Entro il 2035 potrebbero infatti essere 400mila i piccoli droni impegnati nel traffico aereo, molti dei quali invitati a volare a basse altitudini e in centri densamente popolati. Serve, velocemente, una regolamentazione in merito e per questo motivo la stessa Easa ha pubblicato una bozza di regolamentazione che è ora aperta alla consultazione.

La bozza si propone di definire quali sono i soggetti che andranno a controllare il traffico aereo e le società impegnate nella comunicazione, ben dotate di torri di controllo, potrebbero giocare un ruolo decisivo in merito. A dimostrarlo non è solamente l’interesse dimostrato da Vodafone, ma anche la recente chiusura dell’accordo fra Nokia e l’aeroporto di Twente in Olanda, siglato per gestire il traffico dei piccoli velivoli. Potrebbe infatti trattarsi di una fonte di ricavo fresca, nuova e quindi ricca per le compagnie telefoniche, che non possono più contare su margini importanti sul servizio ‘voce’ e ‘dati’ più classico.

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